INDIEgestione


The filthy youth
Gennaio 15, 2009, 9:24 pm
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Sembrano sbucati dal nulla ma stanno avendo un notevole successo, sono i Filthy Youth.

Per chi ancora non li conoscesse sono la band di Ed Westwick, meglio noto come Chuck Bass,  il bad boy del telefilm culto Gossip Girl.

Sull’onda di questo successo, la band ha firmato diversi contratti: i loro brani infatti oltre a far parte della colonna sonora della serie appariranno in alcuni spot di una nota marca di scarpe americana.

Influenzati da band che vanno dai Velvet Underground ai più recenti The Hives, i 4 peccano un po’ di poca fantasia proponendo un indie un po’attempato che non si discosta molto dalle sonorità alla Arctic Monkeys.

In ogni caso Ed Westwick, Benjamin Lewis Allingham, Jimmy Wright, John Vooght e Mitch Cox le qualità le hanno,  il physique du role pure.

Insomma hanno tutte le carte in regola per poter diventare il nuovo fenomeno indie made in britain.

Per farvi un’idea visitate il myspace della band all’indirizzo www.myspace.com/thefilthyyouth

NE SENTIREMO PARLARE



The Rakes
Novembre 17, 2008, 10:04 pm
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Line Up:

Alan Donohoe (Voce)

Matthew Swinnerton (Chitarra)

Jamie Hornsmith  (Basso)

Lasse Petersen (Batteria)

Biografia

In circostanze imprecisate in un giorno del 2004 quattro ragazzi londinesi, rispettivamente Alan Donohoe alla voce, Matthew Swinnerton alla chitarra, Jamie Hornsmith al basso e Lasse Petersen alla batteria  formano una band.

Come, quando e perchè sembra non ci sia dato saperlo o sia poco importante visto che esistono varie storielle su come i membri si siano conosciuti. C’è ad esempio la versione del litigio in biblioteca per chi doveva prendere in prestito un libro, quella dell’incontro su di un volo diretto ad Amsterdam, lo spettacolo di solidarietà all’uscita di un bar e la più plausibile amicizia d’infanzia.

Quello che sappiamo e che il nome  The Rakes, tradotto rastrello, deriva dal fatto che i membri sono “magri come dei rastrelli” e che sin dagli esordi vengono associati a band già affermate quali i concittadini Bloc Party, i Maximo Park The Futurheads (anche se personalmente li assocerei di più a band quali i Franz Ferdinand) e mettono sottosopra i palchi londinesi con forsennati concerti al fulmicotone caratterizzati dai tipici balletti schizzoidi del frontman Alan e il loro ironico e diretto rock/post punk.

Dopo una dozzina di date live nel 2004 la band rilascia un primo singolo in edizione limitata contenente 22 Grand Job per la Trash Aesthetics, canzone che racconta lo stato di un novellino all’interno della giungla di scrivanie di un ufficio. I The Rakes passano la primavera e l’estate supportando Bloc Party, The Others e Art Brut in sede live e quando non sono sul palco approfittano per registrare. Per l’autunno rilasciano il loro secondo singolo, la punkeggiante Strasbourg e si imbarcano nel loro primo tour.

Dopo un anno di esperienza e svariati cambi di minuscole label indiipendenti, nel 2005 la band stringe un accordo con la maggiore V2 . I quattro lavorano al loro primo full lenght Capture/Release con il produttore Paul Epworth,  rilasciato poi in estate anticipato dai due singoli Retreat e Work, Work, Work (Pub, Club, Sleep). Molti singoli entrano nella Top 40 inglese e l’album raggiunge la trentaduesima posizione nella classifica degli album più venduti. Mentre la fama cresce la band si sottopone a un massacrante tour di supporto ai Franz Ferdinand nel loro ”You Could Have It So Much Better European Tour”  nell’inverno, continuando a suonare fino a febbraio supportati da White Rose Movement, Duels, Switches e seguendo i Bloc Party per l’Inghilterra, la Francia e il Giappone.

La moda del gruppo caratterizzata da semplici jeans attillati, Converse nere, camicie e maglioncini a v colpisce lo stilista Fred Perry a tal punto da creare una linea di abbigliamento dedicata al gruppo che ne fà da testimonial e scrive la colonna sonora allo spot con la canzone World Was A Mess But His Hair Was Perfect .

Verso la fine del 2006 esce All Too Human, quinto estratto dell’album d’esordio e nel marzo 2007 vede la luce sugli scaffali dei negozi la seconda opera completa Ten New Messages prodotto da Jim Abiss (già con Arctic Monkeys, Editors e Kasabian) Brendan Lynch (Primal Scream) preceduto come al solito dal singolo We Dance Togheter.

La band viene spesso additata come clone di altre band, la critica e gli ascoltatori danno pareri divergenti ma col tempo è riuscita ad attirare una nutrita schiera di fan e ad emergere grazie ad un suono ormai personale e riconoscibile.

Discografia:

2005 - Capture/Release – V2 International

2007 - Ten New Messages – V2

 

Links:

www.therakes.co.uk

www.myspace.com/therakes

 

Fabio Volpi



Arctic Monkeys
Novembre 14, 2008, 12:27 am
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Line Up:

Alex Turner (Voce e Chitarra)

Jamie Cooks (Chitarra)

Nick O’Malley (Basso)

Matt Helders (Batteria)

Past Members:

Andy Nicholson (Basso)

Biografia

Natale 2002; High Green, Sheffield (Inghilterra)

Alex Turner e Jamie Cooks ricevono entrambi una chitarra, un loro amico Matt Helders invece, riceve una batteria e con Andy Nicholson al basso i quattro formano un quartetto. Fin da subito si appassionano agli strumenti e dedicandosi con costanza e determinazione imparano velocemente hit di Strokes, White Stripes e Vines.

Dopo pochi mesi di prove, durante l’estate del ‘03 (13 Giugno Precisamente ndt X-D) il gruppo comincia a tenere i primi concerti in cui distribuisce gratuitamente le proprie demo. La diffusione su internet e il passaparola selvaggio dei fan della prim’ora (che addirittura allestiscono una pagina su Myspace) procurano in breve tempo una certa notorietà alla band, alimentando una spasmodica attesa per le sue prime uscite “ufficiali” e creando un caso esemplare di successo artistico e mediatico raggiunto senza un contratto discografico alle spalle e quindi senza una vera e propria promozione.

Dopo un primo Ep a tiratura limitata di sole 1000 copie intitolato Five Minutes With Arctic Monkeys, i suddetti partecipano agli acclamati festival estivi di Reading e Leeds, piazzano un primo tour sold out nel Regno Unito e forti dalle critiche positive della stampa musicale, New Musical Express su tutti, donano svariati due di picche alle major discografiche resistendo alle avances e sostenendo di non aver bisogno di un’etichetta dato che il successo l’avevano già ottenuto benissimo senza.

Dopo svariate offerte e la postilla di affrontare la stesura dei brani senza pressioni esterne Turner e soci cedono e firmano finalmente per la indipendente Domino già label per Franz Ferdinand e altri interessanti bands, uscendo nella primavera con i pluripremiati singoli I Bet You Look Good On The Dancefloor e When The Sun Goes Down.

Spinti dal fortissimo sostegno dei fans e della stampa specializzata vanno ripetutamente al numero uno delle classifiche di vendita, prima con i due singoli e successivamente a inizio 2006 con l’album Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not inciso con il produttore Jim Abbiss (già con i Kasabian) che in una sola settimana registra 363.735 copie vendute settando un record assoluto nella storia dell’industria discografica britannica e spodestando dal trono i precedenti detentori del titolo di album più venduto, gli Oasis con ”Definitely Maybe”.

Alle Glorie va aggiunto che l’album viene premiato con numerosi riconoscimenti ufficiali come il Mercury Prize e che la band, oltre a vincere il titolo di “Best New Act” alla manifestazione musicale dei Brit Awards 2006 è finita nella storia degli NME Awards aggiudicandosi contemporaneamente i titoli di “Best New Band” e “Best British Band”.

A pochi mesi di distanza un altro Ep, Who The Fuck Are Arctic Monkeysconquista le radio e le classifiche ma Nicholson durante il primo tour americano abbandona per lo stress da palcoscenico e la nostalgia. Dopo un breve periodo di leggero sbandamento la band recluta Nick O’Malley (un vecchio amico della band che sostituì Andy dopo la dipartita nelle ultime date del tour) ed esce con Il nuovo singolo Leave Before The Lights Come Onche si accontenta di un umile quarto posto in classifica.

Finito il tour 2006 i giovanissimi Monkeys si tuffano in studio dedicandosi alla stesura dei brani per la seconda fatica Favourite Worst Nightmare. Il disco esce nell’aprile del 2007 preceduto dal singolo Brianstorm,  riprendendo la striscia di piazzamenti al numero uno delle charts inglesi e facendo irruzione anche nella Top Ten americana di Billboard.

Finito il tour il leader della band, il carismatico Alex trova anche il tempo per un progetto parallelo con Miles Kane dei Rascals, I The Last Shadow Puppets. Le critiche alla prima release dei due The Age Of The Understatement sono positive e l’attenzione dei media e dei fans è grande. 

L’attenzione di Turner verso il suo nuovo progetto e il modesto tour che ha seguito l’uscita dell’album hanno fatto pensare alle malelingue ad uno scioglimento dei Monkeys, smentito poco tempo fa dalle dichiarazioni di Matt Helders che ha fatto sapere che le registrazioni per il terzo album dovrebbero essere ultimate per novembre.

 Discografia:

2006 - Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not – Domino

2007 – Favourite Worst Nightmare – Domino

Dvd:

2008 – Live At The Apollo – Domino

 

Links:

www.arcticmonkeys.com

www.myspace.com/arcticmonkeys

 

Fabio Volpi