Tra pareri contrastanti che vanno da “next big thing del panorama musicale italiano” a “M.I: musica inutile” i dARI restano la band italiana più chiacchierata del 2008.
Nati musicalmente nel 2004 ad Aosta, Dari (Vox, Guitar), Cadio (Sinths,CDJ), Fab (Bass) e Fasa (drums), sono riusciti, soprattutto grazie ad internet ed ai loro fans, la dariforce, a diventare il fenomeno indiscusso dell’estate 2008.
Chitarre distorte, depeche synth e ritornelli che rasentano il demenziale sono la bandiera di questa band, che nonostante tutto riesce a sfornare un lavoro che non piace solo alle ragazzine ma conquista anche fan più attempati, nostalgici di quella tradizione italiana degli anni ’80, che porta il nome di Alberto Camerini, Rettore e Ivan Cattaneo.
Come nascono i dARI?
Dari: Io, Cadio e Fab siamo di Aosta e suonavamo tutti in band diverse sempre a livello locale, nel 2004, con l’arrivo di Willy, si sono formati i dARI.
Durante quest’anno poi Willy ha deciso di abbandonare il progetto ed è subentrato Fasa, conosciuto grazie a Myspace, che arriva da Vercelli.
Come nasce invece la Dariforce?
Avevamo bisogno di supporto per promuovere e votare la nostra canzone “WALE” in radio e nei canali musicali, e così è nato questa sorta di esercito di fan che ci desse una mano.
Il nome lo abbiamo scelto perché volevamo qualcosa che si staccasse dal classico “street team” e che desse l’idea di un ESERCITO(ride).
Dall’anonimato alla top tutto in 6 mesi, raccontateci un po’ com’è andata?
Tutto è successo grazie a internet, abbiamo messo il video di “Wale” su You tube, poi siamo stati notati da All Music che ha tenuto il nostro video in prova per una settimana.
Qui è entrata la Dariforce a darci una mano e grazie al loro supporto siamo entrati in classifica.
Da li è stato tutto in salita, concerti, Scalo 76, Mtv.
Sempre su You Tube ho visto che avete anche una sorta di reality home-made…
Si, si chiama dari4real.
Volevamo dare ai nostri fans la possibilità di vedere un po’ com’è la nostra vita reale, è piaciuto e abbiamo deciso di continuare fino a realizzare 8 episodi e un finale con tutto quello che non volevamo mettere perché troppo imbarazzante!
Il vostro genere è stato catalogato come Emotronik… cosa vuol dire?
In Italia c’è sempre il bisogno di etichettare, di dividere tutto in comparti stagni… noi non appartenevamo a nessun genere e così abbiamo inventato l’ Emotronik, perchè il nostro genere si propone di unire le sonorità elettroniche con le emozioni della canzone d’autore.
Voi siete di Aosta… com’è l’ambiente musicale li da voi?
Mah.. la situazione è buona, ci sono tantissime band… in realtà è il metal che va forte.. poi ci sono tanti punk.
A livello locali invece la situazione è piatta: una volta ce ne erano molti di più, negli ultimi anni sono andati calando…ce ne saranno due o tre.
Adesso un classico: miglior concerto?
Ce ne sono tanti: l’Mtv Day, la prima apparizione a Trl…ma forse quello più emozionante è stato con i Cinema Bizzarre all’Alcatraz di Milano.
Suonare in un posto del genere e davanti a più di 3.000 persone è pazzesco,davvero.
Un concerto strano invece?
Mi viene in mente una cosa strana successa ad un concerto…durante un live a Rimini è arrivato un arco con tanto di frecce sul palco e ha beccato proprio fab in un posto non felice(Ride).
Progetti per il futuro?
Sicuramente fare tantissimi live, cercare di girare il più possibile e magari registrare un nuovo cd.
LE FOTO DEL CONCERTO ->http://www.flickr.com/photos/indiegestione/
http://www.myspace.com/dariforce
Gheo
“The Hormonauts” band rivelazione della scena Rockabilly italiana, forse l’unica che negli ultimi anni ha portato alla ribalta un genere sempre rimasto un po’di nicchia nel nostro paese.
Risponde alle nostre domande Andy, scozzese di nascita, italiano d’adozione: il biondissimo leader della band. Vorrebbe parlarci di donne e mutande ma si troverà a raccontarci un po’ di storia di questo gruppo.
Iniziamo con un classico. Come mai avete scelto “the Hormonauts” come nome della band?
Tutti i nomi più fighi se li erano già presi, e poi pensandoci noi siamo come gli astronauti, solo che loro vengono dallo spazio, noi dagli ormoni!
Come vi siete conosciuti?
Io facevo l’artista di strada e lo scultore a Cesena, mi mettevo a fare un po’ di casino per strada con una chitarra e un giorno Sasso è passato di là e mi ha chiesto se volessi suonare con lui nel suo vecchio gruppo. Poi andavamo sempre a donne insieme!
Come mai la scelta di questo genere, il rockabilly?
Credo sia l’unica cosa che so suonare (ride), è poi le donne con quei capelli e i tatuaggi mi sono sempre piaciute…
Molti giornali musicali hanno parlato, dopo il successo dei vostri album di un ritorno del rockabilly e dello Psycho…Cosa ne pensi?
Mi auguro di sì di perché mi piacerebbe vedere un po’ di rock’n’roll in giro, ma tutto il mondo del burlesque, delle sick girls che si sta creando attorno non mi piace per niente, è una strumentalizzazione della sessualità senza nessun fondo.
Parlaci un po’ dell’ultimo disco “Spanish Omelette”, sicuramente diverso, nelle influenze, dai precedenti, sia per l’assenza di cover che per il sound più elettronico…
Il rock va di moda e noi cambiamo!Diciamo che era tanto tempo che facevo degli esperimenti con il mio amico Kenny Diezel, che fa elettronica e dub molto d’avanguardia.
Abbiamo aggiunto le chitarre, il contrabbasso e la batteria ed è venuto fuori quello che sentite!
In ogni caso il mostro è un genere influenzato da molti altri, io adoro i New Order, che sono new wave, il Punk dei Pennywise e dei Sick Of It All e addirittura gli Asian Dub Foundation.
Com’è nata l’idea di distribuire l’album oltre che in cd anche in versione lettore Mp3 a forma di cassetta anni 90?
La discografia è da anni in crisi, pensate che ora come ora si vendono più vinili che cd… così abbiamo pensato di creare un oggetto da collezione che potesse attirare l’attenzione.
Ci siamo informati su costi e grafiche e così è entrato sul mercato.
Meeting etichette indipendenti 2008, premiati come rivelazione per questa idea… come avete preso la notizia?
Guarda, mi viene quasi da piangere, l’anno scorso eravamo a morire di freddo con una pinta in mano e quest’anno credo salirò sul palco con lo smoking e le lacrime(ride).
Suonate spesso all’estero? Com’è lì la scena musicale?
Ormai è uguale dappertutto, non è che ci siano grosse distinzioni.
In quanto a concerti, noi siamo italiani, e ora come ora ci stiamo concentrando nel farci conoscere e far divertire il pubblico qui nel nostro paese…una volta suonavamo spesso in club in giro per l’Europa, ora dicono che facciamo troppo casino!
Per quanto riguarda la discografia invece?
Anche in America la discografia è in crisi… e l’Italia è sempre snobbata da tutti, le grandi major la vedono solo come un punto vendita.
Per Finire: dopo tutti questi anni di attività cos’è che vi spinge a continuare?
Devi far divertire i fan ai concerti, li devi far ridere, ubriacare, ballare!
Finché ci riusciremo continueremo a suonare!
INFO: www.thehormonauts.com
www.myspace.com/thehormonauts
Gheo
Un’anno dall’uscita di Lifemale, a gennaio verrà ripubblicato l’album con il singolo I Did As per esportarlo negli USA, abbiamo intervistato Helio, bassista degli Electric Diorama.
Ciao, cominciamo con una prima domanda semplice. Perchè vi chiamate Electric Diorama?
Hahaha! allora, in realtà il nome è stato dato prima che sapessimo realmente cosa sarebbero diventati i TED, e mi è venuto in mente mentre guardavo “Gilmore Girls”. C’era una puntata sui diorami in un museo di storia naturale e mi è piaciuto questo nome
Lifemale; com’è nato? ma soprattutto, la copertina. L’avete progettata voi? Come mai avete optato per un’immagine così intrigante?
Lifemale è nato dal fatto che sia io che Katoo (Francesco Catitti – tastiere sintetizzatore) qualche tempo fa abbiamo avuto tante disavventure sentimentali e i testi rispecchiano quelle che sono le storie reali di ciò che ci è accaduto. Abbiamo giocato sul doppio senso di Life-Male e di Lie-Female per creare una cosa un po’ particolare.
La copertina l’ha progettata Franz, il nostro grafico ed ex chitarrista.
Anche li volevamo fare una cosa senza un senso proprio ma che ciascuno avrebbe potuto interpretare a suo piacimento.
Sempre relativamente a Lifemale, è stata una scelta ponderata di avere un disco molto breve?
No, in realtà non doveva essere un disco. Avevamo registrato quattro tracce esclusivamente per nostro piacere e due settimane dopo ci è arrivata una proposta discografica e in fretta e furia abbiamo dovuto aggiungere materiale quindi in realta è cosi breve proprio perche nel giro di 20 giorni i Diorama sono passati da una cosa senza senso a un gruppo a tutti gli effetti con tanto di uscita discografica. La prossima volta faremo meglio!
Come rispondete a coloro che vi trovano identici ai Panic! at the disco?
Che probabilmente non hanno mai ascoltato i Panic! at the disco perche sono molto meglio di noi!
Se vi doveste classificare in un genere particolare quale scegliereste?
Dipende sai, il vecchio disco si canalizzava facilmente nel movimento emo/rock con qualche aggiunta di chitarroni metallari e tanta elettronica.
Adesso il nuovo corso della band è molto più orientato verso il rock, la dance e l’elettronica e un po’ meno verso il punk
Come mai questo cambio di direzione? Scelta personale o un modo per avvicinarsi ad un genere più “mtviano”?
No assolutamente, è modo per andarsene dal movimento Mtv.
Qui tutti premono per farci fare pop rock in italiano seguendo l’esempio dei Lost o dei finley ad esempio, noi invece siamo della corrente opposta, sempre lingua inglese, sempre meno emo e depressione e un bel po’ più di divertimento.
Chi ci vorrà seguire lo farà e sarà il benvenuto
Quindi come gruppo fate parte dei contro Mtv?
Ma no, secondo me non esiste pro e contro. Diciamo che sarei contentissimo di finire su Mtv, però alle mie condizioni. Siamo del gruppo “finiamo su mtv senza doverci sputtanare per farlo”.
28 e 29, due date con i Funeral For a Friend. Sta nascendo una collaborazione, puro caso o altro?
No magari, diciamo che non c’era ad aprire una band italiana, noi ci siamo proposti al loro management e loro hanno gradito e ci hanno inserito. Spero che la collaborazione avvenga dopo i concerti quando li sfideremo a chi beve di più!
Che bell’esempio per noi giovani!
Beh sono sincero, sarei ipocrita a dirti che non ci piace divertirci ai concerti e che quando possiamo rimaniamo durante l’aftershow a ballare con le persone che conosciamo. Credo che non ci sia nulla di male nel divertimento o anche nel bere dopo i concerti se abbiamo comunque una persona che non lo fa e si mette al volante.
Non credo che l’esempio che bisogna dare sia di evitare come la peste l’alcool, credo che invece bisogni lavorare di più sulle persone che si mettono al volante ubriache o che assumono droghe pesanti e pasticche. Sono sincero e ti dico che credo che un paio di birre non abbiano fatto mai male a nessuno!
Concordo, la mia non voleva essere una critica a voi, ma a quei moralisti che sanno solo contare i morti il lunedì mattina e che quasi quasi ci provano gusto (come diceva Jovanotti in lorenzo1994).
Comunque andando avanti, perchè un gruppo di Roma decide di scrivere testi in inglese?
Perche si ispira a correnti musicali che vengono dagli Stati Uniti e che suonano bene con l’idioma inglese, te lo immagini un francese che canta Malafemmena o una canzone napoletana in francese? Il linguaggio non suonerebbe bene, stessa cosa vale per la nostra musica. Opinione mia ovviamente!
4 marzo, prima data negli Usa; com’è venuta quest’idea di tentare anche in America?
Da quello che ti dicevo prima, cantando in inglese abbiamo tante strade sbloccate. Un manager americano si è interessato a noi, poi un’etichetta, e alla fine ci stanno organizzando una lunga permanenza negli States, un viaggio che probabilmente non porterà radicali cambiamenti ma ci arricchirà tanto come esperienza live e come confronto con altre realtà.
Intanto ci godiamo quei piccoli traguardi come il South By Southwest dove gli anni scorsi a rappresentare l’Italia c’erano bands come Linea77, Afterhours ed altri.
Chissà non porti bene anche a voi!
Se trovate il neo eletto presidente degli stati uniti in qualche locale me lo salutate?
Beh di certo! Ci chiamano gli Electric Obama mica per niente!
INFO: http://www.myspace.com/theelectricdiorama
Mandalà Giulia
COME E QUANDO NASCE ARTISTICAMENTE VALENTINA LUPI?
Ho iniziato a scrivere musica nel ’97 ma solo nel 2000 pubblico il mio primo EP autoprodotto “Nel sogno” grazie al quale inizio a suonare nei club romani,IL LOCALE,CIRCOLO DEGLI ARTISTI,e
man mano ho iniziato anche ad uscire dal circuito cittadino.
Il “come”, anzi il “come mai”… credo sia abbastanza scontato,per esigenza,per necessità di comunicare,come fanno tutti quelli che scrivono,come faccio tutt’ora,la forma “canzone” credo sia il modo più diretto ed emozionante che si ha a disposizione per trasmettere il proprio vissuto,il proprio punto di vista.
Mi ritengo una “figlia del mio tempo” e ho sempre raccontato ciò che vedo e che sento, che poi è ciò che vive e sente la mia generazione.
ARTISTA NATA E CRESCIUTA NELLA FIORENTE REALTà MUSICALE ROMANA.Cè UN ARTISTA ROMANO DA CUI TRAE/HA TRATTO ISPIRAZIONE PER IL SUO LAVORO?
Un artista romano che stimo immensamente e che mi ha da costanti ispirazioni è senza dubbio Francesco De Gregori,il più grande addomesticatore di parole;per lui le parole non hanno confini,non hanno limiti, riesce sempre a trovare il linguaggio giusto per descrivere con estrema poesia e chiarezza determinati stati d’animo,circostanze,labirinti del cuore e della testa,eventi storici.
Mi piace il suo distacco e il suo ermetismo, la sua classe e il suo essere “artista”, per il resto cerco di apprendere dai grandi del passato la capacità di raccontare ed emozionare.
QUALè LA MUSICA CHE NN MANCA MAI NELLA PLAYLIST DEL SUO IPOD?
Io ascolto tanto di tutto,mi piace ascoltare molto un certo tipo di musica italiana perché mi piace l’uso intelligente della nostra lingua,a me piace sentir descrivere le immagini con parole forti e mai scontate.
Sicuramente non mancano mai gli Afterhours,li ascolto da tanti anni,sento molto mie le loro canzoni.
Credo che Manuel Agnelli sia una grandissima anima,una forte sensibilità,un vero comunicatore,schietto e diretto,sincero e mai banale,la sua voce e i suoi testi sono stati da sempre per me una cura,mi hanno dato forza in tanti momenti,mi hanno accompagnata per lungo tempo e credo lo faranno ancora per molto.
Poi ancora gli album che ascolto sempre a ripetizione sono “The Bends “dei Radiohead, “Bubblegum “di Mark Lanegan,”C’è gente che deve dormire “dei Marta sui Tubi,”Live in Volvo” di Vinicio Capossela,”First Impressions of Earth” degli Strokes,e immancabile in qualunque viaggio l’Unplugged del ‘96 degli Alice In Chains.
VALENTINA IL SUO MYSPACE è GIORNALMENTE FREQUENTATO DA CENTINAIA DI UTENTI TANTO DA CNTARE OLTRE LE 150.000 VISUALIZZAZIONI E 91.000 ASCOLTI DEI BRANI.CREDE CHE UNA FETTA DEL SUO SUCCESSO POSSA ESSERE ATTRIBUITA AL WEB?QUANTO IL CONTATTO DIRETTO CN I SUOI FANS HA INFLUITO SUL SUO LAVORO?
Come dicevo prima mi ritengo una ragazza nata e cresciuta in un epoca di cambiamenti e nuove forme di comunicazione e il web per me è una casa naturale, dove la mia musica e le mie parole trovano diffusione e ritengo che gli artisti debbano essere meno collocati su dei piedistalli e più vicini alla gente, in questo credo che il web sia importantissimo, è un grande strumento di democrazia.
NEL 2006 L’USCITA DISCOGRAFICA CN “NON VOGLIO RESTARE CAPPUCCETTO ROSSO” (Altipiani/GDM/EDEL) CON CUI ARRIVA LA CONSACRAZIONE E CON CUI RICEVE LA NOMINATION PER L’ASSEGNAZIONE DEL PREMIO TENCO 2006 COME “MIGLIOR ALBUM D’ESORDIO” .QUALI PENSA SIANO STATI I PUNTI DI FORZA DELLA SUA PRIMA USCITA DISCOGRAFICA?
I miei punti di forza credo siano stati i miei difetti e la mia sincerità.
Le mie debolezze sono state la mia forza,sebbene sia molto cambiato il mio modo di scrivere da NON VOGLIO RESTARE CAPPUCCETTO ROSSO ad oggi,mi ritrovo ancora pienamente nelle tematiche e nello spirito di quell’album.
Trovo che sia una bella creatura nata da tanti sacrifici.
Sicuramente suona ritondante come concetto ma credo bisogna essere nei dischi solo quelli che si è sul palco.
“Io mi sento libera di poter parlare senza pensare di dover vestire la tunica e la maschera”, canto in “Come scriveva Benni” e credo che sia la metafora di quel lavoro e di quelli che verranno.
INPAZZANO VOCI SUL WEB CHE LA VEDREBBERO SICURA CONCORRENTE AL PROSSIMO FESTIVAL DI SANREMO CATEGORIA GIOVANI INSIEME A STEFANO DI BATTISTA.POTREBBE CONFERMARE/SMENTIRE QUESTE VOCI?
Sono voci infondate e anche scontate. Per il momento le notizie sono i miei live che stanno andando benissimo e il disco che verrà.
DANDO UN OCCHIATA AL SUO MYSPACE HO NOTATO NUMEROSE ESIBIZIONI IN PROGRAMMA ANCHE ALL’ESTERO. POTREBBE ILLUSTRARCI QUELLI CHE SONO I SUOI PROGETTI FUTURI E MAGARI SE è IN PROGRAMMA LA SUA SECONDA USCITA DISCOGRAFICA?
Si,molte date sono ancora da definire,stiamo preparando un tour molto intenso che finirà in estate e che ci porterà anche in Francia dove suoneremo in due importanti festival;a Parigi al “Festival Europeo dei giovani e dei popoli” e a Lione al “Festival Internazionale del cinema indipendente”,dove accompagneremo il cortometraggio “Roma, un giorno”; scritto da Massimiliano Coccia, che vede la mia partecipazione come autrice delle colonna sonora.
Contemporaneamente, come dicevo prima, mi sto dedicando anche al disco,ho lavorato molto sulla preproduzione,è stato un lavoro che ha avuto diversi step e differenti partecipazioni,anche perché mi sono interessata nel frattempo ad altre collaborazioni musicali con alcuni artisti nel campo del cinema,del teatro e della letteratura.
Sto lavorando molto sugli arrangiamenti,sul vestito di questo secondo disco perché penso di meritarmi la calma che non ho avuto per il primo.
A parte questo,io voglio sentirmi sicura di pubblicare il mio album,voglio che mi esprima totalmente,in questo ultimo anno ho subito e affrontato tanti cambiamenti,le mie canzoni ne hanno risentito,positivamente intendo,nella mia band sono entrati altri elementi che hanno introdotto una nuova vita e diverse sonorità,voglio dare spazio adesso a queste ulteriori dimensioni e collaborare con personalità che ho conosciuto e rendere il mio lavoro globale e contaminato.
Info:
www.myspace.com/valentinalupi
www.valentinalupi.it
Diego Tanzariello
Venerdì 4 aprile 2008 Deposito Giordani colmo per uno dei gruppi più famosi della scena crossover italiana. Per la settima volta i Linea 77 tornano a Pordenone per una data completamente gratuita nell’ambito del Jack Daniels Tour prima delle ultime tappe conclusive del loro Horror Vacui Tour che li ha portati a toccare 18 città italiane (inizialmente 11, se ne sono aggiunte altre dopo i vari sold out).
Ha risposto ad alcune domande Nitto, voce del gruppo.
- Come vi siete conosciuti?
‹‹Abitavamo tutti allo stesso paese nella provincia di Torino.
Ci siamo conosciuti a scuola, intorno al 1992, eravamo credo in seconda o terza media, avevamo gli stessi gusti musicali e per ammazzare il tempo abbiamo iniziato a suonare insieme. ››
- Cosa facevate prima di essere i Linea77?
‹‹Eravamo studenti, alla fine il gruppo è stato un modo come un altro per uscire dalla monotonia di Venaria, dove al tempo c’erano solo un pub e un locale.
Frequentavamo quasi tutti il Liceo Scientifico tranne Dade (basso) che invece ha fatto ragioneria. ››
- Da dove viene il nome Linea77?
‹‹Il nome viene dall’autobus che prendevamo per andare alla nostra prima sala prove, il numero 77 appunto. ››
- Quali sono i gruppi che hanno accompagnato la vostra crescita? Cosa ascoltavate da ragazzini? E cosa invece ascoltate ora?
‹‹Il nostro gruppo è partito inizialmente come cover band dei Rage Against the Machine e CCCP.
Ci piaceva molto l’idea di unire sonorità più rap con il rock vero e proprio, comunque al tempo ascoltavamo anche gruppi come Pantera e Metallica.
Ora anche grazie a Mtv e Internet tutti riescono avere una cultura musicale eterogenea e anche noi ascoltiamo effettivamente un po’ di tutto. ››
- Quale è stata la volta che siete stati più orgogliosi di voi, come band? quali sono i vostri risultati che considerate più grandi?
‹‹Sicuramente partecipare al festival di Reading nel 2002, uno dei primi concerti davvero importanti, ma quello di cui siamo davvero più orgogliosi è essere ancora insieme dopo 15 anni, come gruppo e come amici, è questo il nostro risultato più grande. ››
- Finora quale è stato il vostro miglior concerto? perchè?
‹‹Come fai a dirlo? Ogni concerto è fatto da emozioni e persone sempre diverse, ognuno è speciale, ovvio ci sono dei concerti indimenticabili come il primo Mtv day oppure Il Coca-cola live a Roma con i Korn…
Forse però il migliore potrebbe essere un concerto fatto a Berlino, davanti a una sola persona, sicuramente è quello che ricorderemo per sempre! ››
- Quale è la canzone a cui ognuno di voi tiene di più? perchè?
‹‹Ognuno ne ha una a cui tiene di più, per me“sticker” che non è mai uscita, per Emo “touch” ma quella a cui come gruppo teniamo di più è sicuramente “fantasma” perché è quella che alla fine ci ha portati al grande pubblico attraverso le radio e mtv.››
- Perché horror vacui?
‹‹Volevamo fare i colti e abbiamo scelto questa citazione aristotelica che tradotta vuol dire “la paura del vuoto”. Non è una scelta casuale, è una scelta che per noi rispecchia la realtà di oggi, quella mancanza di valori e di sostanza che viene colmata con il materialismo, con i feticci.
Un titolo che si adattava bene anche al sound del nuovo cd, più “Grotesque” per citare una delle track. ››
- Riguardo alla grafica, i vostri album hanno sempre una grafica molto particolare e d’effetto, ha un significato oppure è solo una forma artistica?
‹‹Della grafica si è sempre occupato Dade, il bassista.. prima di Horror Vacui le copertine sono state arrangiate come si riusciva perché ci trovavamo sempre all’ultimo con l’acqua alla gola, con questo album per la prima volta si può parlare di un’espressione artistica. La copertina per la prima volta è legata al disco, si torna all’idea di paura del vuoto, e per questoche ci siamo inspirati ad una frase di Edward Norton tratta dal film“ Fight Club” che dice <<gli oggetti che possiedi prima o poi ti possiedono>>. La sintesi di tutto il concepì dell’album››
Perché avete scelto Los Angeles per registrare il disco?
‹‹Per il caldo e le belle donne ovviamente!
A parte gli scherzi, tre sono i motivi principali, il nostro è un genere che è nato negli States quindi è li che ci sono le basi di quello che noi rappresentiamo in Italia.
Negli studi, persino in quelli più piccoli,si trova una professionalità che da noi un po’manca, e anche per un fattore economico conviene andare a registrare negli Stati Uniti, con la svalutazione del dollaro rispetto all’euro ne guadagni tanto.
Comunque ribadiamo: principalmente per il caldo e le belle donne! ››
- Come rispondete a coloro che hanno detto che in quest’ultimo cd vi siete “ammosciati”?
‹‹Non si può accettare una critica del genere, perché ogni album è frutto di un lavoro e di un percorso diverso.
A chi ci trova ammosciati per via del duetto con Tiziano ferro rispondiamo che secondo noi è uno dei pezzi più belli, e vogliamo spiegare che non ci siamo venduti ma semplicemente è una delle sperimentazioni che ci piace fare, come abbiamo fatto con Samuel dei Subsonica per 66 (Diabulus in musica) ››