
Tracce
01. Sleepy eyes
02. Letter from Pala
03. Coast to coast
04. Multicolor paper loops
05. In the sunshine
06. Cottonballs
07. Memories into wooden boxes
08. Sun can wait
09. Fix the stars
10. The duck motif
11. Hiding place
12. Steamboy
Ascoltando il primo lavoro dei “Girl with the gun” si può finire in un nuovo infinito mondo, pieno di malinconia ma molto elegante, creato per farti rivivere ogni momento passato.
Matilde De Rubertis (ex vocalist per Studiodavoli) e Andrea Mangia sono sono riusciti a creare delle sonorità molto dolci, un po’ come un lungo racconto che ti riporta alla testa pensieri e idee dimenticate.
Una sorta di folk bagnato di elettro in chiave lounge. Difficili da paragonare. Impossibile classificare, ti guidano in uno stato di quasi estasi.
Immancabili.
Giulia Mandalà
Sorprendente. Questo è il primo aggettivo che mi viene in mente ascoltando le quattro fantastiche tracce de “L’origine Ep” . Demo registrata da un duo di Vasto, Angelo (chitarra,ukulele ,voce) e Mario (batterista). Inizialmente ero un po’ scettica ma ascoltando la loro demo si può benissimo comprendere il perché del loro nome (Le Scimmie), da un intro elettronico , che porta la mente e i sensi nella più piena perdizione psichedelica si passa a uno strumentale che sembra quasi improvvisato , grossolano, ma che ti riempie di energia. Energia , che in “Siamo solo spoglie” si trasforma in pura adrenalina per poi terminare con l’ultima canzone “Schizofrenia” . Questi dieci minuti sembrano riportarti quasi a rivivere i fantastici albori degli anni 70, per poi passare al trasgressivo punk e fondersi con l’acid rock. Insomma un mix di stili originale, senza nessuna influenza commerciale , una musica dettata solo da semplici impulsi , impulsi da scimmie!!!.
Voto: 8/10
Info:
www.myspace.com/lescimmie
Maya
Archiviato in: Recensioni Album | Tag: LOVE HOTEL, Rosita Grazia, SUPERPARTNER
Lista brani:
1. Song for Sarah
2. Do you remember the hill?
3. Lady Swimmer
4. Pink Girl
5. Supernatural
6. No secrets
7. Love Hotel
8. Microfilm
9. Torture me
10. Chic and shine
Che dire…tanto di cappello a questa band di origine salentina che sembra avere nel sangue l’Indie/pop acqua e sapone che ricorda tanto gli anni sessanta grazie alla voce bella e sensuale della bella Rosita Grazia . Ben curati gli arrangiamenti delle dieci tracce , da sottolineare quelli di LADY SWIMMER brano che potrebbe senza problemi riassumere tutto il disco , atmosfere pop ovattate condite da coinvolgenti riff di chitarra che fanno viaggiare l’ascoltatore in un vortice di forti emozioni e che lo inducono in uno stato di apparente appagamento . Un peccato ritornare sulla terra dopo l’ascolto di questo lavoro ben cucito…qualche traccia in più sarebbe stata cosa gradita , in francese magari!!! (affermazione spontanea subito dopo il primo ascolto del disco)…Nel complesso davvero una chicca , un lavoro fresco e gioviale che entra di diritto nella discografia Indie/pop che conta al fianco di band affermate come Cardigans , Stereloab e Belle and Sebastian . Cosa dire…BUON SANGUE NON MENTE!!!
VOTO: 7.5/10
Diego Tanzariello
Ok, si… Molto probabilmente sono un pò in ritardo per recensire i Friendly Fires. Il problema però, è che questo disco mi piace davvero tanto e non potevo fare a meno di non parlarne.
Dunque… immaginate, per un attimo, di essere tornati in Luglio (è difficile con il tempo uggioso che c’è in questo periodo, ma voi provateci) e state andando ad un mega festone in piscina con i vostri migliori amici. Fa davvero un caldo assurdo e, appena arrivati, decidete di comune accordo di tuffarvi a bomba dentro la piscina. Immediatamente un senso di freschezza e refrigerio che vi travolge. Ecco, questo è esattamente quello che si prova ascoltando la prima traccia dell’album che, per l’appunto, si intitola “Jump In The Pool”. Se siete fan dei Bloc Party, probabilmente sentirete una certa somiglianza nelle sonorità, non a caso c’è lo zampino di Paul Epworth, produttore del loro album di debutto. Si prosegue con “In The Hospital”, canzone decisamente pop il cui ritmo, fa capire lo scopo principale della band: far ballare. “Paris”, terza traccia nonchè singolo d’esordio, sembra stata fatta apposta per finire in un’ipotetica compilation della Kitsuné. “White Diamonds ” invece, va a pescare glam-pop tipico degli anni 80 , quasi come se fosse un bootleg dei Depeche Mode .
La seconda parte dell’album segue più o meno la stessa strada, aggiungendo qua e la ritmi anni 70 e synth alla M83 che hanno l’effetto di creare futuribili singoli pronti per essere passati in radio: “Lovesick” e “On Board” hanno una ritmica decisamente funk e dei ritornelli orecchiabilissimi.
In “Skeleton Boy” sono presenti forti influenze shoegaze. Il disco si chiude con “Ex Lover“, 3 minuti e 50 che sembrano quasi un “riassunto” di tutte le precedenti canzoni.
Il disco è indubbiamente bello, l’unico difetto (difetto peraltro tipico nella maggior parte degli album d’esordio che ho sentito finora) è che sembra più una raccolta di singoli che un’opera compiuta: è comunque da ammirare la capacità di riuscire a sfornare 10 canzoni che avrebbero buonissime possibilità di diventare delle hit, soprattutto visto il fatto che il disco è stato autoprodotto. Sicuramente però, per riconfermarsi con un secondo album, i Friendly Fires dovranno metterci un po’ più di originalità, necessaria per la ricerca di un proprio suono riconoscibile.
TRACKLIST
1 – Jump In The Pool
2 – In The Ospital
3 – Paris
4 – White Diamonds
5 – Strobe
6 – On Board
7 – Lovesick
8 – Skeleton Boy
9 – Photobooth
10 – Ex Lover
Dopo essere stato proiettato l’8 ottobre nelle sale del cinema Rex di Londra, è uscito il DVD dell’ultimo concerto del Tour Mondiale 2007 degli Arctic Monkeys ed è acquistabile dal 3 novembre, al costo di 22.90 euro, nei migliori negozi di dischi.
La tappa del Manchester Apollo è stata filmata e ne è stato tratto un film diretto da Richard Ayoade (già regista di alcuni video dei ‘Vampire Weekend’).
76 minuti ricchi di emozioni e di divertimento per i fan del gruppo e non, che racchiudono i migliori brani del quartetto di Sheffield e 3 canzoni tratte da vari singoli.
Non mancano i contenuti extra:
- “Quad Split (1st-Half)” prima mezz’ora del concerto con quattro riquadri che contengono ogni membro del gruppo
- “Multi-Camera Matt” una quadrupla ripresa del batterista Matt Helders nella performance di “The view from the Afternoon”
- “Balaclava” e “Bad Woman” due canzoni tagliate dal film
- “Trailer”
Un finale emozionante con riprese del gruppo in vari altri concerti e situazioni divertenti con il sottofondo di “If you were there, Beware”.
Ecco la TRACK-LIST:
- Brianstorm
- This House Is A Circus
- Teddy Picker
- I Bet You Look Good On The Dancefloor
- Dancing Shoes
- From The Ritz To The Rubble
- Fake Tales Of San Francisco
- Balaclava
- When The Sun Goes Down
- Nettles
- D Is For Danger
- Leave Before The Light Come On
- Fluorescent Adolescent
- Still Take You Home
- Da Frame 2R
- Plastic Tramp
- 505
- Do Me A Favour
- A Certain Romance
Insomma, un DVD che vale la pena acquistare se amate il gruppo o se volete conoscerlo e che, naturalmente, io non mi sono lasciato scappare.
Tracklist:
1. That’s Not My Name
2. Fruit Machine
3. Traffic Light
4. Shut Up And Let Me Go
5. Keep Your Head
6. We Walk
7. Be The One
8. Impacilla Carpisung
9. We Started Nothing
Sono stati il tormentone dell’estate 2008, wikipedia gli classifica in Indie, Synth rock ed Elettronica ma ancora non si capisce bene che genere facciano.
Dal loro primo album pubblicato con la Columbia ne sono stati ricavati due singoli “Great dj” e “Shut up and let me go” che hanno ottenuto un discreto successo.
Ma chi sono realmente i Ting Tings? E cos’è We Started Nothing?
Due domande difficili; per capire realmente Katie White e Jules De Martino a mio parere bisognerebbe aspettare l’uscita di un secondo album ma per quello ci vorrà ancora tempo. Le mie orecchie trovano sia una coppia spumeggiante, utile per avvicinare il mondo della musica “mtviana” a quello più ricercato dell’elettro indie.
L’album contiene tracce dalle basi fortemente elettroniche come “Fruit Machine” e “Impacilla Carpisung”. “Traffic Light” sembra uscita direttamente da un musical, mentre in tutti i brani troviamo la delicata ma forte voce di Katie che sembra recitare i testi più che cantarli.
A tutto ciò si aggiunge uno stile un pò matto ma molto fashion (anche a livello di abbigliamento) ed è stata creata una perfetta macchina da denaro, pronta ad accontentare un pò tutti.
Io non la voglio pensare così, credo che oltre alle apparenze sotto l’emblematico duetto si nascondano realmente delle capacità che devono ancora maturare a pieno.
A questo punto non resta che aspettare e vedere se rimarranno un fenomeno temporaneo o riusciranno a ricavarsi un posticino all’interno di un determinato genere in modo da non ricreare un minestrone di sonorità com’è We Started Nothing; certo buono, ma forse un pò insipido rispetto ai singoli che ci erano stati presentati.
Undicesimo lavoro in studio per Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti.
Disponibile da Venerdì 18 gennaio, si presenta in quattro diversi formati: cd, cd e dvd con tre tracce esclusive, su chiavetta USB e in formato digitale su iTunes.
Lorenzo intitola la sua ultima fatica discografica “Safari”, che in lingua Swailli significa “viaggio circolare” e lo dedica al fratello Umberto recentemente scomparso.
Ma se l’idea di questo termine esotico ci porta a pensare a un cd simile per sonorità a “L’albero” in realtà si presenta molto più pop rispetto al Lorenzo cui eravamo abituati.
Il disco è ricco di collaborazioni, dal singolo “Fango” che vanta la chitarra di Ben Harper, passando per “Punto” a cui prende parte Sergio Mendes, arrivando a “Safari” con la partecipazione di Giuliano Sangiorgi, voce dei Negramaro.
Dodici tracce che hanno tanto da dire realizzate in gran parte durante il suo viaggio in America, interamente documentato da Marco Ponti in “La luna di giorno”, il video diario sulla ricerca di Safari.
A tre anni dal suo ultimo successo “Buon sangue”, l’ormai non più giovane ragazzaccio di “Jovanotti for president” torna con un disco che doveva essere un misto funk/rap ma che invece è risultato una cascata di emozioni su basi pop/elettroniche/acustiche.
Si parte con la poesia del singolo “Fango” per immergersi subito nella spiritualità del disco.
“Mezzogiorno” con la sua carica e speranza è incoraggiamento allo stato puro; ritmi veloci che trasferiscono gioia.
L’unico accenno alla musica sud americana la troviamo in “Punto”, una leggera canzone sull’amore.
Tra le tracce migliori vi è “Safari”, il legame perfetto di due artisti italiani che danno vita a un’unione esplosiva ricca di ritmo ed energia.
A terminare il disco un ritorno alle origini, dove il rap misto reggae si uniscono in “Mani libere 2008”.
In un’intervista Lorenzo si dichiara “contentissimo di questo disco. E’ di grande soddisfazione. E’ il mio disco più bello. Non avevo mai pensato di potermi nemmeno avvicinare ad un disco così bello, io che quando ho iniziato a lavorare in questo ambiente volevo solo fare il DJ… “.
Visto il grande successo del tour estivo da Dicembre ripartirà in giro per l’Italia.


